EMDR e lutto – Workshop di Roger Solomon

La formazione e l’aggiornamento costante e gli approfondimenti di diversi temi sono per me fondamentali, fanno parte della mia crescita professionale e personale.

Questo fine settimana l’ho dedicato ad un viaggio, un viaggio fisico nella capitale ma anche un viaggio nel mondo della sofferenza per la perdita di una persona cara. Quello del lutto è un vissuto che prima o poi tocca a tutti noi e “più di ogni altra esperienza di vita segna uno spartiacque nel percorso evolutivo di ciascun individuo“.  Il lutto segna un PRIMA e un DOPO; dopo aver perso una persona cara la nostra vita non è più la stessa. “Il nostro mondo viene scosso da un evento che ci chiede di fare i conti con noi stessi e con la nostra capacità di adattamento alla nuova situazione“.

Il professor Solomon in questi due giorni di intensa formazione ha toccato il tema profondo del dolore per la perdita, evidenziando come la tecnica EMDR sia preziosa per aiutare il paziente a dare un nuovo significato al legame con la persona deceduta. Grazie alle Informazioni Adattive, che emergono spontaneamente dopo l’elaborazione delle intense emozioni dolorose, il paziente sarà in grado di dare un nuovo volto e un nuovo significato alla connessione con il caro venuto a mancare.

Il lutto non riguarda solo il legame con la persona deceduta

Il lutto riguarda anche se stessi, la propria vita, la possibilità di andare avanti senza la persona cara, riguarda il “come farò senza di lui/lei”. La morte della persona cara ha a che fare non solo con il DOLORE, ma include anche la PERDITA, e il dover ri-orientare se stessi per adattarsi a una nuova vita, a un nuovo mondo senza il defunto. Questo ri-orientamento avviene in relazione alla persona morta, al proprio mondo interiore e al mondo esterno.

L’EMDR non è una scorciatoia

L’EMDR non è una scorciatoia per attraversare i processi del lutto: le osservazioni cliniche indicano che i pazienti trattati con EMDR passano attraverso le fasi del lutto così come i pazienti non trattati con EMDR, la differenza consiste nel fatto che il paziente EMDR “riesce ad elaborare il lutto in modo più efficiente perché può elaborare con successo gli ostacoli verso l’integrazione” (un ostacolo può  essere ad esempio il non ricordare più i dettagli del volto o la voce del defunto, perché il ricordo si è bloccato su altri particolari, più strettamente connessi al momento del trauma), nel suo caso l’elaborazione avviene con una progressione naturale.

Perchè farsi aiutare da un professionista

I ricordi dolorosi, le emozioni non elaborate, i temi di vita non risolti possono complicare il lutto, possono impedire di attraversarne le fasi e di ricominciare a vivere una nuova vita, possono bloccare la persona nel dolore della perdita. Farsi aiutare da un professionista non significa essere deboli, al contrario, significa avere il coraggio di attraversare le emozioni più dolorose per poter stabilire una nuova connessione con la persona cara che non c’è più, passando da una connessione basata sul dolore ad una connessione basata sulla rappresentazione interna positiva della persona amata.

Roger Solomon è psicologo clinico e psicoterapeuta specializzato nell’area del trauma e del lutto, Trainer Senior EMDR Institute, consulente del senato USA, della NASA, del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del South Carolina, della Polizia di Stato Italiana, Direttore Clinico del Post Critical Incident Seminar. Ha pubblicato più di 50 articoli sul trauma, il lutto e lo stress (abstract biografico tratto da “IL LUTTO” di Antonio Onofri e Cecilia La Rosa, dalla cui prefazione sono tratte anche le citazioni riportate in questo testo).

Pensieri tra i sentieri