Lockdown: Attività motoria contro ansia e depressione

Qualche settimana fa sono stati resi noti i risultati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori delle Università di Pisa e Firenze sugli effetti psicologici del lock down e dell’obbligata assenza di attività motoria su studenti e dipendenti di diversi atenei italiani.
Lo studio “IO CONTO 2020”, pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, ha mostrato i benefici dell’attività fisica sulla psiche.

Si tratta di un ampio studio trasversale, che ha coinvolto 18120 persone tra studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo di diverse università Italiane, realizzato tra aprile e maggio 2020.

I risultati parlano chiaro: l’attività motoria fa bene.

Coloro che hanno interrotto l’esercizio durante la quarantena avevano punteggi HADS (Hospital Anxiety and Depression Scale) più alti. Al contrario, essere in grado di svolgere un certo livello di attività fisica durante la quarantena era associato a punteggi HADS più bassi, indipendentemente dal livello precedente di attività fisica“.

Dalla ricerca è emerso che i fattori associati a un livello più elevato di disagio psicologico erano:

  • essere uno studente,
  • avere un reddito basso o un basso livello di istruzione all’interno della famiglia,
  • aver sofferto di sintomi simil-influenzali o avere una salute fragile,
  • vivere con persone anziane o disabili.

Ma la cosa interessante è che, oltre a ciò, rispetto a coloro che sono sempre stati inattivi, chi è riuscito a praticare con continuità attività fisica durante il lockdown ha avuto un rischio ridotto del 20% di soffrire di ansia e depressione, mentre chi ha interrotto la pratica dell’esercizio fisico ha avuto un rischio maggiore del 50%.

Risultati simili sono stati ottenuti anche in altri studi, infatti la percentuale di partecipanti al sondaggio IO CONTO 2020 che riportava livelli gravi di ansia o depressione è simile alle proporzioni osservate in ricerche rivolte alle comunità universitarie europee: in uno studio francese e in uno spagnolo, l’ansia era pari al 27% e al 21% e la depressione al 16% e 34%, rispettivamente.

Questo risultato suggerisce che durante la pandemia la promozione della pratica dell’attività fisica in condizioni di sicurezza dovrebbe essere una priorità di salute pubblica per il contenimento dell’inevitabile aumento del disagio psicologico.

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