Pet Loss “In fondo era solo un animale…”

“In fondo era solo un animale…” è il tentativo più comune, goffo, freddo e cinico di confortare chi ha perso un compagno di vita, banalizzando un vissuto e alimentando in lui la sensazione di essere incompreso o sbagliato.
Gli animali domestici sono a tutti gli effetti dei compagni che danno valore e riempiono le nostre giornate, sono in grado di farci sentire utili, coccolati, accuditi, ci permettono di essere con loro fragili e sensibili.
La comunicazione con i nostri amici a quattro zampe è fatta perlopiù di azioni e gesti (come le carezze), è più diretta di qualsiasi parola. Nella relazione, ci si sente “giusti così come si è” perché l’amico animale ama in maniera inconsapevole e rimanda una buona immagine di noi, alimentando la nostra autostima. Ci sentiamo importanti quando ci fa le feste dopo aver aspettato con ansia il nostro rientro, richiede le nostre attenzioni attraverso piccoli dispetti o mostra la sua vicinanza e il suo calore durante momenti di nostra fragilità, senza chiedere indietro nulla.
Perdere un animale domestico significa perdere un legame speciale, si tratta di una delle esperienze tra le più traumatiche, perché, di fatto, significa dare l’addio ad un membro della famiglia. Eppure, la maggior parte delle volte, le intense emozioni che derivano da questa perdita vengono socialmente vissute come manifestazioni di fragilità. Spesso, non è possibile piangere liberamente o accedere ad una commozione autentica senza provare vergogna e sentirsi inadeguati, deboli, in colpa per non esserne superiori.
Come qualsiasi altro lutto, invece, la morte del nostro amico a quattro zampe riguarda la perdita di un affetto importante, per questo è giusto darsi il tempo per affrontare l’assenza ed elaborarla, perché la morte di un caro, animale o umano che sia, genera il vissuto di dolore più carico di emozioni che un individuo possa mai provare.

Chi ha perso un compagno a quattro zampe lo sa.
Ciao splendida creatura.

