Il corpo in terapia

Un testo di riferimento di intitola proprio “Il corpo accusa il colpo” (B. van der Kolk) ad evidenziare che quanto ci accade lascia il segno non solo nella nostra mente e nella nostra memoria, ma anche nel corpo.
Tutte le esperienze sono ricordate implicitamente (grazie alle emozioni), ma non tutte sono codificate esplicitamente:
• Le esperienze traumatiche o stressanti di solito non vengono codificate come ricordi autobiografici o narrativi. Rimangono invece dei ricordi impliciti: risposte emotive, fisiche e sensoriali disconnesse dagli eventi, vale a dire non integrate nelle reti di memoria.
• Il richiamo verbale riattiva queste reti di memoria implicite. Piuttosto che elaborare o risolvere, il richiamo verbale stimola i ricordi impliciti ottenendo come risultato la risperimentazione dell’evento e delle emozioni ad esso connesse.
I sentimenti e i ricordi del corpo
I sentimenti e i ricordi del corpo assumono molte forme diverse:
• Emozioni intrusive sproporzionate allo stimolo: paura, rabbia, vergogna, terrore
• Pensieri di prevedibilità (e conseguenti comportamenti e ruminazioni) circa minacce o fallimenti
• Impulsi quali correre, ferire il corpo, bere o drogarsi, nascondersi sotto il letto, evitare di uscire
• Sensazioni somatiche: vertigini, dolore, pesantezza, fluttuazione, formicolio, intorpidimento, “rumore” in testa, perdita dell’udito o della vista
• Sintomi di attaccamento: desiderio di contatto, solitudine, paura dell’abbandono, diffidenza, comportamenti che evitano il contatto con gli altri
E’ possibile affermare che la memoria emotiva converte il passato in un’aspettativa del futuro e fa sì che le più brutte esperienze del nostro passato persistano come realtà percepite nel presente.
I trigger
Il corpo automaticamente responde ai segnali di pericolo che ha conosciuto in precedenza (ora del giorno, giorni della settimana o periodo dell’anno , particolari tipi di persone o luoghi, colori, un odore o un suono, condizioni meteorologiche, un tono di voce).
Questi stimoli evocano anche risposte di emergenza da stress e risposte di difesa arcaiche. C’è la sensazione soggettiva che qualcosa di brutto stia accadendo di nuovo. Questa sensazione implicita di pericolo viene erroneamente interpretata nel senso di “io sono in pericolo”
Sensorimotor Psychotherapy
La psicoterapia sensomotoria è una terapia orientata al corpo sviluppata da Pat Ogden, Ph.D. e arricchita dai contributi di Alan Schore, Bessel van der Kolk, Daniel Siegel e Stephen Porges.
Il lavoro sensorimotorio combina le tradizionali tecniche di terapia “del colloquio” con interventi centrati sul corpo.
Usando la narrazione solo per evocare l’esperienza corporea, scopriamo come il corpo ha “ricordato” il trauma e quindi facilitiamo nuove esperienze necessarie per la risoluzione e l’integrazione dei ricordi nelle reti di memoria.
La psicoterapia sensomotoria è meno focalizzata sulla narrazione di ciò che è accaduto e più focalizzata sul processo interno che inizia a verificarsi attraverso il corpo nel momento in cui si torna col pensiero a quanto è accaduto nel passato.
Nessuno può cambiare la storia. Ma si può modificare il modo in cui un ricordo viene rievocato, come viene riportato, come viene
sentito o interpretato, come lo consideriamo; i vari punti di vista riguardo la storia possono cambiare, ma i fatti del passato sono
permanenti, non importa quanto duramente ci proviamo o quanto buoni siano i nostri strumenti, non possiamo cambiare quanto accaduto.
La buona notizia, però, è che possiamo cambiare l’effetto che il passato continua ad avere su di noi, ora e in futuro. Questo
è davvero l’obiettivo!

